Archivi categoria: Borghi

Passitaly, giorno 3 un viaggio per immagini

Prosegue il nostro viaggio per immagini nella splendida Pantelleria. Un viaggio per conoscere da vicino il passito perché per ogni produttore il passito è una filosofia di vita.

Leviga di più la solitudine che l’onda del mare. Salvatore Murana

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Passitaly, giorno 2 un viaggio per immagini

Una terra magica in grado di stregare il visitatore. Pantelleria non è solo mare e la stiamo riscoprendo in questi giorni grazie al press tour dedicato all’isola del vento. Grazie a GranVia grazie a Pantelleria per averci ospitato. Passitaly terza edizione. Continua a leggere Passitaly, giorno 2 un viaggio per immagini

Passitaly, giorno 1 un viaggio per immagini

Un viaggio per immagini nel cuore di Pantelleria perché l’isola non è solo mare ma capperi, zibibbo e passito. Continua a leggere Passitaly, giorno 1 un viaggio per immagini

Riapre il Resort Baglio Sorìa della Cantina Firriato‏

Sarà una Pasqua di golosa letizia quella proposta da Firriato con Pranzi di Festa, una formula tutta nuova per “vivere” l’autentica tradizione della tavola delle feste di Sicilia. Quale migliore occasione, allora, per trascorrere Pasqua e Pasquetta in uno dei luoghi di charme del vino siciliano a Baglio Sorìa, il Resort & Wine Experience dell’azienda siciliana alle porte di Trapani.  Continua a leggere Riapre il Resort Baglio Sorìa della Cantina Firriato‏

Antica Macelleria Falorni, il bistrot gourmet nel cuore del Chianti

Vi portiamo in Toscana, nella zona del Chianti per farvi conoscere l’Antica Macelleria Falorni, che da oltre due secoli produce artigianalmente salumi di altissima qualità, seguendo metodi di lavorazione tradizionali ed antiche ricette. Noi di Forchetta e Coltello li siamo andati a trovare. Continua a leggere Antica Macelleria Falorni, il bistrot gourmet nel cuore del Chianti

Isola di Mothia, alla scoperta della via del Sale

Sulla vecchia strada che collega Marsala con Trapani, distese immense di sale asciugano al sole. Qui dove il tempo sembra essersi fermato vogliamo raccontarvi di un angolo della Sicilia che produce una ricchezza unica: il sale, l’oro bianco della Sicilia. Continua a leggere Isola di Mothia, alla scoperta della via del Sale

La Vite ad Alberello di Pantelleria è Patrimonio dell’Unesco

L’Assemblea generale dell’UNESCO ha iscritto la pratica agricola della  Vite ad Alberello di Pantelleria  tra i Beni immateriali dell’umanità. Per la prima volta l’Alto organismo internazionale ha attribuito questo riconoscimento ad una pratica agricola, riconoscendone il valore storico-culturale oltre che identitario. La coltivazione della vite sull’isola  ha, infatti, modellato nel tempo il paesaggio, realizzando uno dei contesti  agricoli più suggestivi  al mondo. Al centro di questo scenario la vite e il particolare sistema di allevamento, quello ad alberello. La sua forma di coltivazione è il risultato straordinario di un’agricoltura che, assecondando  la natura, ha saputo realizzare un primato d’eccellenza viticola, studiata ed ammirata in tutto il mondo. Il sistema di allevamento ad alberello basso, in conca, con uno sviluppo vegeto produttivo rasente i terreni, costituisce un unicum che va difeso, tutelato e rilanciato. Oggi, a Pantelleria, il paesaggio disegnato dalla vigne è proprio il segno di un equilibro raggiunto con la natura grazie all’opera dell’uomo e alla consapevolezza del rispetto dell’ambiente. Il terrazzamento è l’emblema di quest’unione che ha dato vita alla cultura della lavorazione della pietra dalla quale sono nati il dammuso e il giardino pantesco, strutture necessarie per praticare l’agricoltura in un contesto produttivo impervio.

A lezione con Salvo Foti, il sistema di potatura della vigna


Capita poche volte di avere a disposizione una guida come Salvo Foti, uno degli enologi più apprezzati del panorama vitivinicolo siciliano. Continua a leggere A lezione con Salvo Foti, il sistema di potatura della vigna

San Vito Lo Capo, Cous Cous Fest l’Italia vince la 17esima edizione

Una festa di sapori e civiltà che ha celebrato il Cous Cous come piatto della pace, capace di riunire a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, dieci paesi all’insegna dell’integrazione tra culture. Questo e altro è il Cous Cous Fest, giunto quest’anno alla 17esima edizione, e che ha visto la vittoria dell’Italia premiata dalla giuria popolare e dal voto della giuria tecnica.

Forchetta e Coltello presente per la prima volta alla kermesse ha incontrato due chef di livello internazionale: Igles Corelli, due stelle michelin alla guida del ristorante Atman in cui porta la sua Romagna nel cuore della Toscana e Luigi Pomata, proprietario dell’omonimo ristorante, conosciuto come lo “Chef del Tonno”, quello di Carloforte, patria della Sardegna per il tonno rosso.

Siena e dintorni, uno sguardo disincantato alla campagna senese

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Non ci sono abbastanza parole per descrivere una regione come la Toscana. La campagna senese, poi, è come un dipinto dalle pennellate forti e decise, dai colori caldi e avvolgenti.

 

Forchetta e Coltello vi suggerisce un itinerario da fare in auto o in moto. Tre giorni, da dedicare a una delle provincie più belle d’Italia.

 

La prima tappa va rigorosamente riservata a Siena. Dedicatevi un giorno di relax, lasciatevi affascinare da una città meravigliosa, il cui tempo sembra essersi fermato al XV secolo, lasciatevi affascinare dalle bellezze di un posto unico. Piazza del Campo, Torre dei Mangia, il Duomo, il Battistero, Santa Maria della Scala, vicoli e piazze sono da vedere tutte d’un fiato.

#tuscany #toscana #siena oggi Forchetta e Coltello vi porta tra Siena e la sua provincia, www.laforchettaeilcoltello.com

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Ma la provincia non è da meno, regala emozioni forti. Merita una visita la zona del Chianti, e i paesi limitrofi.  70.000 ettari che comprendono per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. Tanti piccoli paesi che formano la strada del Vino, colline baciate da sole e vigneti a perdita d’occhio.  Questa è la zona di produzione originaria per il vino Chianti Classico, che per distinguersi dai vini Chianti nati in seguito e prodotti in zone diverse dal territorio del Chianti ha dovuto fregiarsi dell’appellativo “Classico”. Classico significa quindi come “il primo”, “l’originale”.

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Il nostro viaggio prosegue alla ricerca dell’essenza di Toscana.

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Pienza, La città simbolo del Rinascimento italiano accoglie il visitatore, come il semplice curioso, mostrando la sua magnificenza con la luminosa cattedrale dell’Assunta, il Palazzo Comunale e l’imponente palazzo Piccolomini, dalla cui loggia si ammira uno dei più affascinanti panorami della Val d’Orda.

Montepulciano, vino, terme e Rinascimento: ecco tre buoni motivi per fermarsi almeno un giorno in questa località. Per scoprire come nascono e con cosa si abbinano il pregiato Vino Nobile, uno tra i rossi toscani più noti, il Rosso DOC di Montepulciano e il Vin Santo di Montepulciano DOC si devono visitare le cantine della zona e nell’Enoteca del consorzio del Vino Nobile, allestita nel centrale palazzo del Capitano.

San Gimignano, è famosa in tutto il mondo per le sue torri che si ergono nel centro storico quasi a voler dominare la Val del’Elsa dalla piccola altura sulla quale è stato edificato borgo medievale. Oltre alle sue svettanti torri, San Gimignano conserva tra i suoi vicoli l’elegante duomo, le piccole botteghe artigiane, gli antichi mestieri  e il Museo Civico ricco di dipinti della scuola fiorentina e senese, e le Fonti pubbliche medievali, dove anticamente si attingeva l’acqua e si lavavano i panni.

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A Bolzano, la città più mitteleuropea d’Italia

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Non è un vero e proprio borgo nascosto, ma Bolzano merita una visita. Una città mitteleuropea nel cuore dell’Italia, crocevia di culture differenti e attenta alle tradizioni. L’Alto Adige è questo, e Bolzano, incarna perfettamente uno stile a metà tra la cultura italiana e quella tedesca.

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Forchetta e Coltello oggi vi porta a spasso in un luogo meraviglioso, una città che ammalia per la sua bellezza. Palazzi in stile barocco. Facciate gotiche con i classici “Erker” tirolesi. L’architettura razionalista degli Anni Trenta e l’impronta della Seconda Guerra mondiale. E ancora, i Portici, simbolo dello shopping, il verde dei parchi, delle passeggiate in bici o a piedi. Le caffetterie, i luoghi all’aperto, i piccoli chioschetti di würstel. Lo strudel ed i canederli.

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Ma Bolzano è anche la porta diretta alle Dolomiti, un luogo meraviglioso per chi ama la montagna. A Natale poi, Bolzano si veste a festa per ospitare i mercatini di natalizi,  le calde luci, i suoni e i colori tipici del più bel periodo dell’anno.

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Gli espositori del Christkindlmarkt propongono i prodotti della tradizione natalizia altoatesina. Le vie e le piazze del centro offrono l’opportunità di acquisti esclusivi e tipici di una città nel cuore culturale d’Europa.

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Un ponte fra due culture diverse tra il Nord  e il Sud europeo, tra modernità e innovazione, tra tradizione e distinzione.

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Tutto questo è Bolzano, uno spot per l’Italia che vuole ripartire, una cartolina che vale molto più di mille parole.

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A spasso per Loano, il paese dei colori

Loano, www.laforchettaeilcoltello.com #liguria #savona #loano #italia #italy

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Forchetta e Coltello vi porta a spasso per le stradine di Loano, piccolo comune di poco più di 10 mila abitanti in provincia di Savona. Siamo ad un centinaio di chilometri dal confine francese in quella lingua di terra che è la Liguria, bagnata dal mare e baciata dal sole.

Oggi passeggiata a Loano, in provincia di Savona, per conoscere nuovi Borghi nascosti. #liguria #savona #loano #italia #italy

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Loano è un piccolo paese colorato, di giorno a prevalere è il verde delle palme che costeggiano il lungomare, la sera invece, la cittadina si colora delle luci dei negozi o dell’artlight dei palazzi comunali. Una passeggiata a Loano merita almeno un viaggio, tra i viali di questo piccolo incantevole paese si rigenera l’animo e lo spirito.

Loano il paese dei colori www.laforchettaeilcoltello.com #loano #savona#liguria

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Il nostro racconto prosegue con altre foto di una splendida Loano notturna

Forchetta e coltello vi porta a Loano in Liguria. #loano #italia #italy #savona #borghi www.laforchettaeilcoltello.com

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Oggi a Loano, in Liguria, a spasso per borghi nascosti. #loano #liguria #italia #italy #savona www.laforchettaeilcoltello.com

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A Loano per conoscre un nuovo borgo, www.laforchettaeilcoltello.com #loano #savona #liguria #italia #italy

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Per maggiori informazioni:

http://www.comuneloano.it

http://www.visitloano.it

A Malles nel cuore verde del Sud Tirol, per scoprire la Val Venosta

Per la rubrica Borghi nascosti, oggi vi portiamo a Malles, nel cuore della Val Venosta,  a pochi chilometri dal confine austro-svizzero. Qui, tra distese di verde e monti innevati, il tempo sembra essersi fermato.

Malles è un piccolo comune di poco più di 5000 abitanti, si raggiunge facilmente da Merano. Un viaggio in treno attraverso la Val Venosta. Un tourbillon di emozioni in una vallata immersa nel verde dell’Alto Adige.

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Castelbello-Ciardes, nella Bassa Venosta

Le stazioni che costellano la linea sono un monumento culturale sui generis, magistralmente restaurate negli ultimi anni a testimonianza dell’architettura trentina.

La stazione ferroviaria di Naturno

La piazza principale di Malles

Sentiero di Naturno

Una casa privata di Malles

Il parco di Silandro

Ad accompagnare il nostro viaggio in Val Venosta, un buon bicchiere di vino del produttore Peter Dipoli, uno dei vignaioli più interessanti del panorama altoatesino.

Con lui abbiamo degustato il Voglar, un Sauvignon Blanc, che prende il nome dall’espressione dialettale trentina “fogolar”, ovvero focolare. Abbiamo avuto il piacere di degustarlo all’ultimo Vinitaly e ci è piaciuto, per la sua intensità e per l’attenzione posta da Dipoli ai vitigni a bacca bianca.

Il borgo di Laudes

Se passate da queste parti, vi consigliamo di assaggiare il Pretzel. Si tratta di una forma di pane, molto comune nella zona della Bassa Baviera, Austria e Sud Tirol. Gli ingredienti sono semplicissimi: farina di grano tenero, malto, lievito di birra, acqua e gli immancabili cristalli di sale. L’abbinamento perfetto è con un ottimo Speck.

#InstaFrame

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L’alba a Segesta e la magnificenza del teatro nelle prime luci del mattino.

Segesta è un luogo magico, una delle tante perle siciliane sparse qua e là in un territorio ricco di cultura e arte. Eppure, pochi la conoscono, si raggiunge facilmente dall’aeroporto di Palermo, Falcone-Borsellino, una volta scesi dall’aereo basta prendere a noleggio un’auto e percorrere una cinquantina di chilometri sulla A-29 in direzione Trapani-Mazara del Vallo, basta poco più di mezzoretta per tornare indietro nel tempo. In quella Sicilia che ci ha lasciato esempi della più importante testimonianza archeologica greca. Visitandola nell’aprile del 1787, lo scrittore Goethe così la descrisse. «All’estremità di una valle lunga e larga, isolato in vetta a una collina e insieme cinto da rupi, domina lontano un’ampia distesa di terra, ma solo un breve tratto di mare. Il paese d’intorno è immerso in una fertilità malinconica, tutto coltivato, eppure quasi privo di abitazioni umane». Quasi un secolo dopo, era l’estate del 1960, lo scrittore Alberto Moravia arrivò in Sicilia con l’intento di scoprire le meraviglie di questa valle. «Il sentiero pareva essere quello antico, con i gradini a cordonata e le pietre esagonali. A misura che salivo, m’investiva un calore vivificante. Il sole illuminava le rosse colonne fino a tre quarti della loro statura[…], la folta erbaccia che cresceva sul suolo interno del tempio, la vista sfondata delle montagne lontane tra l’una colonna e l’altra, sul capo il cielo dove un tempo era stato il soffitto; e nonostante questi segni di desolazione e d’abbandono, il nessun senso di rovina, l’accordo insomma del tempio con la natura circostante come se fosse stato costruito per starsene così solo e vuoto e non per riti solenni di un popolo vivente; fu questo contrasto, o meglio questa mancanza di contrasto, questa serenità, ciò che mi fece a prima vista impressione», scriverà nel suo report di viaggio per la rivista “Vie d’Italia” del Touring club.

Un viaggio quasi mistico, in quella Sicilia assolata e silenziosa, interrotta solo dal «ronzio degli insetti» la cui magnificenza non è semplice da descrivere con le parole. Segesta è bella da vedere, si può “mangiare con gli occhi” perché è facile trovare in quel luogo l’essenza della Sicilia e si può visitare a ogni ora del giorno perché avrà sempre una luce diversa da offrire a chi le rende omaggio con la propria visita. Calda al tramonto, assolata a mezzogiorno o solare a metà mattinata, a qualunque ora ci andrete vi regalerà uno scorcio indimenticabile, uno scatto unico, mai sarà affascinante come alle prime luci dell’alba, in quel momento in cui sorge il sole e il rosso del cielo lascia spazio all’azzurro del principio del giorno in un rincorrersi continuo con le nuvole bianche.

E se è tempo d’estate, rimarrete affascinati dalla rappresentazione delle Orestiadi, una visione per gli occhi con lo sfondo del golfo di Castellamare e quell’angolo di cielo che cambia colori col passare dei minuti. Se solo la vista mozzafiato del teatro può cambiarvi la giornata, scendendo a valle lungo un sentiero impervio, troverete il Tempio dorico innalzato sulla cima di una piccola collina a ovest della città. Ed è lì, che il confine labile tra Grecia e Sicilia scompare fin quasi a fondersi in una commistione di sentimenti.

Segesta merita una visita, merita qualche ora del nostro tempo sottratto al frenetico evolversi delle giornate. Se passate da queste parti, fermatevi un attimo, scendete dall’auto. Prendete un caffè al bar dell’angolo. Guardate il cielo, poi chiudete gli occhi e inspirate, la magia di Segesta vi avvolgerà.

#segesta #sicily #viniciocapossela #teatro #sicilia

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