A cena da Gabri, tra danze ancestrali e sonorità raffinate alla scoperta della famiglia Rallo e dei suoi vini

Una serata estiva, le luci di un tramonto ancora inesploso, il profumo della Terra che lieve si insinua nelle nostre memorie lustrandone i preziosi resti, un’aria serena che accarezza i nostri volti già pieni di meraviglie da scoprire. Una scenografia aperta che offre a ciascuno il proprio spazio. Sono questi gli elementi unici della nostra serata a Contessa Entellina, in provincia di Palermo, nell’incantevole Tenuta Donnafugata di proprietà della Famiglia Rallo.

Ad attenderci troviamo i padroni di casa: il Signor Giacomo, uomo elegante e dalla sensibilità impressionante; staresti ad ascoltarlo per ore tra i racconti della Vigna, la sua passione per i quotidiani nazionali trasmessa in tenera età dal padre, primo tra tutti il Corriere della Sera, i fondamenti di Economia e Marketing che si fanno storiografia del Vino allorché narrati dalla voce di un uomo che ha deciso coraggiosamente di investire, oggi, sulla crescita culturale del consumatore più che sul mero guadagno economico ed infine, dulcis in fundo, gli aneddoti che ci parlano della meravigliosa storia d’amore con la sua Gabriella, nota ormai a tutto il pubblico dei winelovers come Gabri.
La signora Gabriella è una donna delicata, dalla raffinatezza senza tempo. Un vestito leggero e una collana di corallo rosso ce ne rammentano la solida femminilità. Il suo incedere verso l’ospite è moderato e gentile, ci chiede più volte se ci ha salutati quasi per ribadire quell’antico concetto di accoglienza che nulla dà per scontato e che non riconosce mai, manifestamente, un ospite d’onore tra tutti, riservando ad ognuno l’attenzione che merita, in un fluire circolare di sguardi e inviti alla narrazione. Scopriremo durante la serata che dietro la morbidezza di questa figura si cela l’Anima dell’azienda, la Forza creatrice e creativa di questa affascinante famiglia siciliana.
Ad accoglierci immediatamente al nostro arrivo a Contessa Entellina, José Rallo, figlia del Patron insieme ad Antonio, conosciuto qualche giorno prima, in occasione della visita nelle Cantine di Marsala; uomo solido e fortemente radicato alla sua Terra. Testimoni di questo attaccamento profondo la luce e la passione stampati sul suo volto, Antonio ci narra la storia della cantina Donnafugata e nel frattempo sorride, scherza con i presenti con i quali, fiero, condivide la ricchezza che porta nel cuore. Ed è proprio il cuore il filo conduttore tra i componenti di questa Azienda. Anche José, la sorella di Antonio, è una donna solare, forte e dall’anima vibrante. Ha lo sguardo sognante ma il carisma di una lucida imprenditrice. Si rimane affascinati dal suo sorriso e dal suo stile unico che celebra generosamente i colori del nostro Sud. José Rallo è anche la voce di Donnafugata, ha tradotto infatti i vini della sua cantina in sonorità raffinate ed evocative; accompagnata spesso da musicisti illustri suole stupire gli ospiti durante le degustazioni, col suo bel canto.

Questa famiglia una sera di Agosto ci ha aperto il suo splendido Giardino di Contessa Entellina in occasione di una meravigliosa cena estiva ma soprattutto per inaugurare, insieme a noi, l’inizio della Vendemmia che qui da anni si svolge di notte. Un luogo magico, in cui sin da subito si è catturati dall’Amore per tutte le piante e gli alberi che vi risiedono pacifici e in armonia con l’ambiente circostante. Tutto è nato, però, per merito della signora Gabriella. Questo giardino incantato, adiacente alla casa di campagna che comunica con la cantina tramite una porticina misteriosa, è il frutto delle sue cure da decenni. Un luogo dell’anima lo definiremmo, emblema della calorosa ospitalità dei Rallo e della loro sensibilità artistica perché, negli anni questo luogo che gode di un ampio prato verde e di panchine sotto gli ulivi è diventato un vero e proprio salotto letterario internazionale.

L’aperitivo iniziale con le bollicine Donnafugata ci ha riempito gli occhi di atmosfere da Mille e una Notte, per citare uno dei vini rossi più importanti di questa cantina. E’ l’imbrunire e ci spostiamo nella parte antistante per la cena. Davanti a nostri occhi: un lungo tavolo in legno, una mise en place essenziale con i toni del verde, del lilla e del viola come le splendide Bougainville che campeggiano solenni, ospitate da un grande vaso, la tipica “grasta” siciliana a forma di testa di moro.

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Il menù prevede numerose portate della cucina siciliana tradizionale: tra gli antipasti ricotta fresca, Vastedda del Belice, Olive Nocellara del Belice, Bruschette, Involtini di melanzane, Verdure grigliate, Frittata di patate e cipolla ed ancora polpette al sugo di pomodoro “all’antica” col pane raffermo, Crépes con ricotta e spinaci, involtini di pesce spada e per concludere un delizioso gelato alla vaniglia o al limone accompagnati da frutta fresca. Il dessert: piccoli cannoli con la ricotta e torta di mandorle con gelatina di arance prodotta a Sambuca di Sicilia. In degustazione durante la cena alcuni vini preziosi della Cantina tra cui Vigna di Gabri 2011, Chiarandà del Merlo 1999, Chiarandà 2011, Tancredi 2000, 2005 e 2011, alcune annate di Mille e una Notte e in abbinamento al nostro dessert uno splendido e suadente Ben Ryè del 2006.
Una splendida serata ricca di sorprese e di momenti indimenticabili che si è conclusa con un regalo inaspettato di Josè Rallo. Conclusasi la cena, ci dirigiamo verso la Vigna; scoprendo che avremmo assistito all’inizio della Vendemmia in notturna dello Chardonnay, scelta tecnica adottata dalla famiglia un decennio fa che sfrutta l’escursione termina tra il giorno e la notte per preservare al meglio la qualità delle uve raccolte, ma a suon di musica! Ecco che tra i filari della vigna, vino musica e danza si intrecciano in un incontro inedito che lascia quasi sgomenti per le emozioni vibranti che ci ha riservato.

Giovani e sinuose fanciulle, tra cui la figlia di José, Gabriella, hanno danzato per noi sulle note di Boban Markovic Orkestar e di Giovanni Sollima che ha selezionato per Calici di Stelle 2015, grande appuntamento estivo tenutosi proprio ieri notte a Contessa Entellina che ha accolto un migliaio di visitatori, alcuni tra i brani più emblematici per raccontare il Mediterraneo. Un esperimento, quello di José Rallo, magistralmente eseguito. Le musiche e le coreografie di Elisa Ilari dell’Officina Tersicore hanno suscitato in noi grandi emozioni, penetrando nei livelli più ancestrali della nostra esperienza; il profumo della terra e delle uve mature e i movimenti così leggiadri ma anche così potenti delle danzatrici hanno risvegliato i nostri sensi, destandoci alla Vita, quella vera che si nutre di tempo e che richiede radici sicure. Lasciamo questo luogo magico, sicuri che vi faremo ritorno.

Daniela Randazzo

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