“U cucciddatu” di Natale, tra Cibo e Memoria ad ognuno il proprio comfort food

Ci capita spesso di raccontare le origini di un piatto, ideato e realizzato dalle sapienti mani di uno Chef, quasi mai però, di pensare alla centralità che il cibo assume nella nostra vita quotidiana, ai suoi significati, alle emozioni, ai ricordi che esso porta con sé.
Fondamentale fonte di sostentamento, il cibo è parte integrante della nostra esistenza e necessario medium nella relazione con l’Altro, a partire dalla più fondamentale delle relazioni, quella tra madre e bambino.
Il cibo appaga i nostri sensi, offrendoci l’occasione di viaggiare nel tempo e nello spazio, ripercorrendo, anche involontariamente, le emozioni legate ad un tempo che si credeva perduto. E’ ciò che Proust racconta nella sua opera “A’ la Recherche du temps perdu” nell’episodio de “La petite Madeleine”, quando assaggiando questo piccolo dolcetto dorato, dalla forma a conchiglia, si ricordò immediatamente degli innumerevoli momenti passati con la zia Leonie, che tutte le mattine portava lui una piccola madeleine da inzuppare in una tazza di tea.

Questa memoria, legata al cibo degustato durante l’infanzia, ci accompagna lungo l’intero arco della vita ed è la stessa che durante le Festività Natalizie ci spinge inconsapevolmente a replicare a tavola i piatti della propria tradizione famigliare, i sapori cui siamo più intensamente legati e che ancora, a distanza di anni, conservano il proprio potere consolatorio e rassicurante.

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Oggi si parla tanto di comfort food o di cibo dell’anima, per riferirsi proprio ad un piatto caldo come una zuppa o una minestra ma può trattarsi anche di un piatto significativamente calorico spesso legato all’infanzia, che ha un potere calmante, soddisfa un bisogno emotivo generando una vera e propria sensazione di benessere in chi lo mangia. In genere questo piatto è associato ad una persona cui siamo legati affettivamente e dunque, a quei particolari momenti in cui ci siamo sentiti coccolati ed amati.

La ricetta che vogliamo presentarvi oggi è un dolce della tradizione siciliana che viene preparato proprio nel periodo di Natale, declinato nelle sue molteplici varianti a seconda della zona in cui ci si trova. Stiamo parlando del buccellato o “cucciddatu” .

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I buccellati sono dei dolci di pasta frolla con un ripieno ricco e profumato che prevede l’utilizzo delle mandorle o dei fichi secchi con possibili aggiunte di uva sultanina, canditi, frutta secca e cioccolato fondente, spolverati poi semplicemente di zucchero a velo o impreziositi da un velo di ghiaccia reale che trasforma questi dolcetti tipici in gemme preziose.

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Una ricetta del cuore questa, tramandata da una nonna che era solita produrne in abbondanza così da poterne disporre per l’intero periodo natalizio e anche oltre.
Oggi come ieri, mangiare un buccellato mi riporta a quelle giornate trascorse davanti al forno ad aspettare che colorissero appena; dorati e leggermente croccanti con quella meravigliosa forma a mezzaluna, perfetta per esser spezzati con le mani e mangiati ancora tiepidi. Questa è la personale versione della nonna.

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Ingredienti per circa 60 buccellati:
1 kg di farina, 250 di zucchero, 250 di strutto, 2 uova, 1 cucchiaio di miele, 1 bustina di lievito, 1 pizzico di ammoniaca per dolci, un cucchiaio di latte se necessario.
Procedimento: Disporre la farina a fontana con lo zucchero, al centro aggiungere lo strutto, le due uova intere, il miele ed iniziare a mescolare il tutto; aggiungere poi il lievito e il pizzico di ammoniaca. Amalgamare gli ingredienti fino ad integrarli perfettamente in un composto omogeneo che va lavorato rapidamente sino a renderlo ben liscio. Far riposare, coperto, per un’ora in luogo fresco.

 

Ingredienti per il ripieno o “conza”:
1 kg di mandorle, 700 g zucchero, la buccia di un limone non trattato, 3 bicchieri di acqua
Procedimento per il ripieno: Sbollentare le mandorle sgusciate precedentemente per privarle della pellicola esterna, tritarle finemente e disporle in una casseruola con l’acqua e lo zucchero. Fate cuocere a fuoco dolce sino a quando il composto non risulterà della giusta consistenza ovvero denso e sufficientemente asciutto.

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Dopo il riposo dell’impasto, stenderlo con l’aggiunta di un po’ di farina e formare i buccellati della forma desiderata disponendo al loro interno un po’ della “conza”.

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Infornare a 170 ° a forno ben caldo sino a quando risulteranno ben dorati (circa 15 minuti). Spolverare con lo zucchero a velo oppure glassarli con la ghiaccia che avrete ottenuto mescolando 200 di zucchero a velo ad un paio di cucchiai di latte.

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Cospargeteli infine di zuccherini colorati o pistacchi.
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Daniela Randazzo

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