Viaggio nel cuore della Vastedda: il caseificio Cucchiara

Il Pecorino Siciliano e la Vastedda del Belice, due dei quattro formaggi Dop siciliani, vivono un bel momento di crescita e di affermazione sui mercati. E non è un caso perché la qualità paga sempre, lo dicono i mercati e lo confermano i consumatori. La produzione nell’ultimo periodo ha superato le 17 tonnellate.

Non è l’unico primato però, il formaggio siciliano, che è anche presidio Slow Food, ne vanta un altro: quello di essere tra i pochissimi formaggi di pecora a pasta filata ad acidità naturale di fermentazione. E si potrebbe aggiungerne un terzo: la velocità con cui questo formaggio ha scalato il mercato. La produzione sotto la denominazione è iniziata nel 2008 ed erano solo 6.908 i chilogrammi prodotti, nel 2011 era arrivata a quota 16mila. Insomma, performance che di dicono quanto il comparto caseario, che orbita nelle campagne attorno ad Agrigento, Palermo e Trapani, stia bene e continui a fare numeri importanti anche sotto piena crisi. Merito anche del lavoro portato avanti dal Consorzio che, appunto, sta dando i suoi frutti.

I produttori di latte ovino sono nove e sette quelli che producono la Vastedda del Belice. I soci del Consorzio sono sedici. Il valore della produzione certificata all’ingrosso è di 155 mila euro all’anno. Al dettaglio si attesta sui 230 mila euro. Numeri importanti e se in Sicilia e in Italia la Vastedda sta conquistando i consumatori, a breve lo farà anche all’estero dove attualmente è assente.

Ma noi di Forchetta e Coltello siamo curiosi per natura e abbiamo voluto visitare dal vivo l’antico Caseificio Cucchiara. A chi ancora non conoscesse questo straordinario formaggio di colore bianco avorio con qualche striatura dovuta alla filatura artigianale. La superficie è liscia compatta e non ha crosta. Il sapore è leggermente acidulo, caratteristico del latte fresco di pecora. La percentuale di grasso non deve essere inferiore al 35% sulla sostanza secca e al 18% sul prodotto fresco. La percentuale di sale non deve superare il 5% sulla sostanza secca e del 2,7% sul fresco. Il prodotto viene immesso al consumo in forme leggermente ovali del diametro tra 15 e 17 centimetri e con uno spessore fra i 3 e 4 centimetri”. A seconda delle dimensioni della forma il peso varia tra i 500 e i 700 grammi.

Sono tradizione, abilità dei maestri casari, territorio a conferire unicità a questo formaggio. La Vastedda è, infatti, legata in maniera indissolubile al particolare ambiente della zona, alla struttura chimica e fisica del suolo, alle essenze foraggere locali, alle caratteristiche tecnologiche di lavorazione del latte, nonché all’impiego delle attrezzature storiche in legno ed in giunco dove si annidano ceppi della microflora casearia autoctona. I fattori climatici dell’area di produzione della Vastedda sono diversi rispetto ad altre aree della Sicilia. Le temperature massime (35 °C) e minime (9 °C) rilevate nella Valle del Belìce e la particolare orografia dell’area di produzione evitano quei bruschi cambiamenti climatici che possono alterare con la microflora casearia autoctona che caratterizza il formaggio.

Per maggiori informazioni potete visitare l’azienda Cucchiara

Caseificio Cucchiara
http://www.aziendacucchiara.it
C/da Torretta 1129
91018 Salemi Trapani
Telefono: 0924 68023

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Palermo, le ‘sfinci’ di San Giuseppe

Nel giorno di San Giuseppe vi proponiamo due bellissime immagini delle sfinci, il cui nome deriva dall’arabo e significa “spugna“, sono appunto dei dolcetti molto morbidi e areosi che vengono preparati previa una frittura lunga (10-15 minuti) e dolce, di questo modo l’impasto si gonfierà raddoppiando il suo volume iniziale, divenendo soffice e alveolato al suo interno.

250 g di farina 00

250 g di acqua

50 g di strutto (o margarina, o burro)

5 uova

5 g di sale

iun pizzico di bicarbonato

Per la farcitura

700 g di ricotta di pecora

350 g di zucchero

gocce di cioccolata

filetti di arancia candita

ciliegine candite granella di pistacchi

#sfinci #palermo #sangiuseppe www.laforchettaeilcoltello.com

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La Vastedda del Belice, un’eccellenza tutta siciliana

La qualità paga ed è un concetto che vale per tutti i campi. Anche per i formaggi. E a guardare i numeri di due eccellenze siciliane certificati col marchio Dop, la Denominazione di origine protetta (molto simile alle doc del vino), c’è da rallegrarsi. Non solo perchè sono numeri che manifestano una crescita costante. Ma anche perché ci sono potenzialità ancora inespresse. Prendete per esempio il Pecorino Siciliano Dop, dove il marchio dell’Unione Europea fa la differenza.  Bene: la produzione di questo fornaggio antichissimo e che è possibile fare su tutto il territorio siciliano è cresciuto dell’11 per cento ogni anno dal 2005 ad oggi e la quantità in tonnellate è passata da 13 a 24. Più clamoroso il caso della Vastedda del Belice Dop, unico formaggio a pasta filata con latte ovino che si conosca in Europa. La prima forma marchiata di Vastedda del Belice è arrivata nel 2008. In quell’anno la produzione complessiva fu di otto tonnellate e mezzo. Dopo cinque anni, quindi nel 2013, la produzione è arrivata a quasi venti tonnellate facendo registrare una crescita annuale del 27 per cento. Non male per due formaggi che caratterizzano moltissimo la Sicilia. 

#Vastedda del #Belice Un'eccellenza tutta siciliana www.laforchettaeilcoltello.com

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A Palermo, domenica 9 marzo Sorsi dell’Etna

Sorsi dell’Etna è la più grande degustazione dei vini vulcanici mai realizzata al di fuori del proprio territorio.

L’appuntamento è per il prossimo 9 marzo al Grand Hotel Villa Igiea di Palermo.

Sono oltre quaranta le aziende che hanno aderito a Sorsi dell’Etna, il più alto numero di sempre. Tra le oltre quaranta cantine che hanno già dato l’adesione anche alcuni esordi, ovvero produttori che hanno scelto Sorsi dell’Etna per presentare in anteprima i propri vini al pubblico. E cresce anche il numero dei giornalisti accreditati, alcuni arrivano anche dall’estero.

Al-Canta-ra
Barone di Villagrande
Benanti
Bentivegna Salvatore
Calcagno
Cantine Patria
Cantine Russo
Ciro Biondi
La Contea
Contrada Santo Spirito di Passopisciaro
Cottanera
Custodi delle Vigne dell’Etna
Destro
Duca di Salaparuta
Falcone
Feudo Cavaliere
Feudo di Gulfa
Feudo Vagliasindi
Firriato
Fischetti
Frank Cornelissen
Girolamo Russo
Graci
Gulfi
Irene Badalà
I Vigneri
La Gelsomina
Masseria Setteporte
Murgo
Nicosia
Passocannone
Passopisciaro
Pietradolce
Planeta
Tasca d’Almerita
Tenuta delle Terre Nere
Tenuta Mannino dei Plachi
Tenuta Monte Gorna
Tenuta di Fessina
Terrazze dell’Etna
Terre dell’Etna
Terre di Giurfo

Il cambio di location per l’evento organizzato da Cronache di Gusto e dal circolo Telimar non è l’unica grande novità. La degustazione si terrà dalle 15.30 alle 17 per gli addetti ai lavori mentre per il pubblico degli appassionati si comincerà alle 18.30 per proseguire fino ad oltre le 21.30. L’ingresso per gli addetti ai lavori (ovvero enotecai, ristoratori e giornalisti) è gratuito ma è necessario prenotarsi subito all’indirizzo emailsorsidelletna@gmail.com fino ad esaurimento dei posti disponibili; quello per il pubblico è a pagamento e il biglietto è di 15 euro.

Ecco le altre novità di questa sesta edizione: alle 12 un’orizzontale di Doc Etna bianco 2010 per gli appassionati ed esperti al costo di 10 euro; una cena alle 21, sempre al Villa Igiea, Ecco le altre novità di questa sesta edizione: alle 12 un’orizzontale con dieci vini Doc Etna bianco 2010 per gli appassionati ed esperti al costo di 10 euro; una cena alle 21, sempre al Villa Igiea, affidata al tandem Massimo Mantarro chef bistellato del Principe Cerami del San Domenico hotel di Taormina e allo chef di Villa Igiea Carmelo Trentacosti con un menu esclusivo pensando all’Etna e al suo territorio.

Anche in questo caso nei prossimi giorni saranno comunicate le modalità di partecipazione ma chiunque fosse interessato può già chiamare allo 091.7726883.

Marcello Giliberti, presidente del Telimar: “Quest’anno una location esclusiva con il format consolidato nel tempo. Sorsi dell’Etna si presenta in una nuova cornice senza trascurare lo spirito organizzativo e creativo in una giornata all’insegna della piacevolezza e della curiosità per il mondo del vino”.

Fabrizio Carrera, direttore di cronachedigusto.it: “Per il sesto anno consecutivo organizziamo una giornata per scoprire un territorio vitivinicolo che non finisce di stupirci. Addetti ai lavori e appassionati avranno modo di conoscere tra i vini più trendy d’Europa”.

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