Regali Doc, quando il cioccolato incontra l’arancia/9

Penultimo appuntamento con la rubrica Regali Doc, dieci idee regalo per queste festività nel segno indistinguibile della Sicilia. In previsione della cena di San Silvestro e del pranzo di Capodanno, Forchetta e Coltello vi porta a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, per conoscere Orange Moon. Delle delicatessen per veri gourmand, una  sottile fetta di arancia candita ricoperta di puro cioccolato.

Una sintesi perfetta, espressione autentica della Sicilia tra l’arancia candita e il cioccolato fondente purissimo, o nella versione, con cioccolato bianco purissimo. Un accostamento di gusti intensi che al palato sprigiona un arcobaleno di sapori capaci di fondersi per un piacere intenso al palato e alla vista.

E’ la nostra idea gourmet, un fine pasto da accompagnare ad un buon caffè per chi ama quelle creazioni gastronomiche capaci di regali piccoli attimi di piacere, lontani dal tran tran di queste feste.

La protagonista è lei: l’arancia, simbolo della Sicilia, ma capace di abbinarsi perfettamente al cioccolato senza che il sapore dell’una invada l’altra, in un abbinamento di sapori assolutamente originale. Armonie di profumi che soddisfano i palati più delicati ed esigenti. Un accostamento di gusti intensi che si fondono per creare piacere puro al palato e alla vista.

distribuito da:
Le Trazzere del Gusto srl

Orange Moon

Via Medici 367/397 – Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)

www.orangemoon.it

info@orangemoon.it

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A Vittoria per scoprire i vini di Paolo Calì

Siamo tra Vittoria e Ragusa, contrada Salmé, nella strada provinciale 68 che taglia a metà il cuore della Docg Cerasuolo, per conoscere l’azienda agricola di Paolo Calì, farmacista per lavoro e viticoltore per vocazione. Un’azienda di 15 ettari immersa nel verde del sud-est siciliano tra ulivi secolari e vitigni autoctoni.

Qui, il Frappato e il Nero d’Avola sono i protagonisti assoluti di questo terroir in perfetto equilibrio tra tecniche di coltivazione tradizionali e sistemi di potatura moderni.

Conosciamo Paolo, prima attraverso i suoi vini, e solo qualche mese dopo, di presenza. Ci porta in giro, un giorno assolato di ottobre e qui visitiamo l’azienda, i vitigni e la cantina. La peculiarità – ci spiega –  è il terreno sabbioso, i piedi affondano nella terra color mattone di questi vitigni. Ancora, adesso la vite è scavata limitando al massimo l’uso della meccanizzazione e la raccolta dell’uva è effettuata a mano dalle selezioni delle migliori uve. Questo comporta un vino dalle caratteristiche organolettiche ben marcate che disegnano, come un tratto di matita su un foglio, la fisionomia dell’azienda.

Facciamo un giro, anche per vedere una Sicilia diversa, una Sicilia semisconosciuta e una filosofia di fare vino. Calì applica ai suoi vini l’idea di espressione del territorio, vini che rispettino e manifestino quello che la terra e il clima sono capaci di offrire senza alterare l’equilibrio geofisico.

Entriamo in cantina e partecipiamo alla degustazione. Siamo rimasti affascinati dal Cerasuolo di Vittoria, e non potrebbe essere diversamente in questa zona. Il Manene è un trionfo di frutti rossi che avvolge l’olfatto sin dal bicchiere, con un arcobaleno di sapori al palato. E’ un vino da provare, da degustare con calma e da abbinare a formaggi stagionati, o in alternativa, degustando un arancino. Piccola curiosità, Manene è il nome del figlio di Paolo, o meglio, è il suono che assumeva il nome di Emanuele le prime volte che il bimbo lo pronunciava. E questo, è rimasto fino ad oggi, lasciando un segno nei vini di famiglia.

Vi suggeriamo anche l’Osa! 2012, che recentemente, ha vinto il premio come Miglior Rosato siciliano, rosato da uve Frappato, poche bollicine, ma perfetto nel bilanciamento dei profumi. Osa! è un vino, particolare, perché esprime un modo diverso ed inconsueto di fare vino ed è stato ottenuto grazie ad una diversa vinificazione.

“Miglior rosato Frappato in purezza dalle sfumature avvolgenti. Al naso note molto floreali con nuance di iris e violetta. Al palato ritroviamo tutte queste belle sensazioni su una cornice di leggera vivacità. Leggiadro e piacevolissimo da bere”.

Il nostro viaggio a Vittoria finisce qui, ma solo per ora. Torneremo presto, e torneremo a raccontarvi la storia di Paolo Calì e dei suoi vini.

Az. Agr. Paolo Calì

Contrada Salmè 
S.P. Vittoria-Pedalino km 2
97019 Vittoria – Ragusa-

tel. 0932 510082

cell. 333 7276215

http://www.vinicali.it

A Randazzo per conoscere i Vigneri di Salvo Foti

Ritrovare una vitivinicoltura genuina, senza stravolgimenti e in piena armonia con la terra. È il progetto dei Vigneri, produttori che hanno preso il nome degli antichi predecessori, quei vigneri che, nel 1435, costituirono l’associazione “Maestranza dei Vigneri”. Questa  associazione di viticoltori ha creato le basi per una professionalità vitivinicola i cui protagonisti erano gli stessi produttori-viticoltori e che hanno cercato negli anni di utilizzare strumenti e sistemi non invasivi, nel rispetto della tradizione, dei propri antichissimi vitigni (alcuni dei quali secolari) e soprattutto nel rispetto della propria terra senza apportare stravolgimenti dettati dalla necessità di produrre a tutti i costi.

Oggi i Vigneri operano  in diversi terroir siciliani, dalle Eolie all’Etna, passando per i Monti Iblei, Calatino, Pachino e Pantelleria. Un vino particolare, nato dalla passione e dall’amore verso il proprio lavoro.

Quella che oggi vi raccontiamo è la storia di un uomo che ha cambiato, per certi versi, il corso del vino in Sicilia, e che oggi guida questo progetto. Lui è Salvo Foti, uno dei più importanti enologi siciliani che per anni ha lavorato nelle più importanti case vitivinicole siciliane prima di dare vita al progetto dei Vigneri. Noi siamo andati a trovarlo nella sua azienda, a Randazzo, sotto le pendici più profonde dell’Etna.

A guidarci in questo tour, con altri giornalisti provenienti un po’ da tutta Italia, Maurizio Pagano, braccio destro di Foti, che ci ha accompagnato a vedere e saggiare con mano i vigneti più alti della Sicilia, a 1300 metri sopra il livello del mare.

A rendere particolare i vini dei Vigneri è un nuovo ‘vecchio’ sistema di coltivazione: l’alberello. Più che una tecnica, lo si può definire come lo stretto legame, il vincolo botanico, tra l’uomo e la terra stessa. Rispetto ad altri sistemi di allevamento che garantirebbero maggiori rese al minor costo di gestione e manodopera, l’alberello richiede che ci si prenda cura di ciascuna vite intervenendo solo con le mani, l’esperienza dell’uomo e senza l’ausilio di macchinari.

Solo un profondo conoscitore del proprio territorio può gestire una tecnica come questa. Deve essere armato di sapienza, passione, dedizione, spirito di osservazione. Coltivare ad alberello significa: lavorare in condizioni estreme.

I suoi vini sono particolari, sono estremi, da degustare in compagnia perché un buon vino che rispetta la terra e che ama il proprio territorio meriterebbe di essere su tutte le tavole.

 

I VIGNERI di Salvo Foti, L.go Signore Pietà, 17 – 95036 Randazzo (CT) Italy

Corrispondenza: via Tamburino Merlini C., 1 – 95044 Mineo CT – Italy

Tel. +39 – 0933 982942 – Fax 0933.983264

e-mail: info@ivigneri.it

http://www.salvofoti.it

Buon Natale da Forchetta e Coltello

Buon Natale da parte di Forchetta e Coltello. Che possiate passarlo da veri gourmet!

Buon Natale! Panettone classico artigianale Lidia Calà
Buon Natale!
Panettone classico artigianale pasticceria Dolce Incontro di Lidia Calà – Tortorici (Messina)

Regali Doc, sull’Etna per il pistacchio di Bronte/8

Oggi torniamo con l’ottavo appuntamento della nostra rubrica Regali Doc, dieci idee regalo nel segno indistinguibile della Sicilia.

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Nel giorno di Natale, vi proponiamo un’idea regalo per il dolce, un dono gourmet che soddisferà il vostro palato. Siamo a Bronte, in provincia di Catania, per conoscere le meraviglie della Bacco. Un’azienda, nata nel 2006, ma che lavora la materia prima del territorio: il pistacchio, buono e profumato tanto da essere stato ribattezzato in questa zona ‘l’oro verde dell’Etna’, quella linea immaginaria che lega un lembo di Sicilia da Bronte ad Adrano.

Questa varietà di pistacchio, unica nel suo genere presidio Slow food e Dop dal 2009, cresce solo sui terreni accidentati di Bronte. E solo qui, ha un colore verde smeraldo così brillante e un profumo così intenso da essere considerato una varietà unica della famiglia dei pistacchi.

Il paese di Bronte vive solo di pistacchi: c’è chi li coltiva, chi li commercia, chi li trasforma in deliziosi delicatissen per il palato, chi dal pistacchio crea squisite creme o salse per i primi piatti. Qualunque sia la sua destinazione, il pistacchio piace per la sua versatilità in cucina, adatto per i primi, i secondi come per i dolci.

E così, ogni due anni, la raccolta è il momento decisivo per la maturazione del pistacchio. La selezione è complicata, si fa alla fine dell’estate, donne e uomini del paese sono occupati per oltre un mese alla raccolta di questo prezioso frutto, magari in bilico sui massi di lava dell’Etna, aggrappati ai rami alla ricerca di ogni singolo chicco. In una giornata di lavoro si raccolgono al massimo 20-25 chili di pistacchi, pochissimi, se rapportati alla grande distribuzione. Ecco perché il pistacchio di Bronte non può essere in tutte le tavole.

In molti casi, la grande distribuzione si rivolge ai pistacchi dell’Iran, della Turchia o provenienti dall’America Latina, meno saporiti, meno ricercati ma anche più economici. Ed è qui che il consumatore viene ingannato. Tanti, troppi prodotti, escono con il marchio ‘pistacchio di Bronte’. Il Presidio slow food nasce proprio per questo, per far sì che i consumatori conoscano questo prodotto di altissima qualità promuovendo anche la grande pasticceria siciliana, quella capace di valorizzarne al meglio le qualità delle materie prime siciliane.

Claudio Luca, titolare dell’azienda, ha iniziato qualche anno fa, ma oggi esporta in tutto il mondo. La mission è quella di promuovere un prodotto unico che si trova solo ed esclusivamente in Sicilia. Dal pistacchio, nasce una linea in cui l’Oro Verde è il protagonista indiscusso: il pesto alla Brontese per i primi, il pesto di mandorle o di nocciole, fino alla favolosa di Bacco, un concentrato di pistacchi purissimi con l’aggiunta di latte e zucchero per creare una sinfonia di sapori da accompagnare a tutti i dolci.

Il nostro viaggio oggi termina qui, tra le pendici dell’Etna e le suggestioni di questo territorio, vi suggeriamo la nostra idea regalo, un velo di favolosa di pistacchio sul panettone (rigorosamente artigianale), in abbinamento ad un vino dolce liquoroso come il passito di Pantelleria.

Bacco… è dolce la vita!

Via Palermo 47
Bronte – Catania

Tel. 095/7722865

http://www.baccosrl.com/

Regali Doc, a Tortorici per conoscere la pasticceria di Lidia Calà/7

Settimo appuntamento con la rubrica “Regali Doc”, dieci idee regalo nel segno indistinguibile della Sicilia. Oggi vi portiamo a Tortorici, un piccolo paesino nel cuore dei Nebrodi, famoso per le sue meravigliose nocciole, piccole tonde e aromatiche.

In questo nostro consueto appuntamento vi raccontiamo la storia di Lidia Calà e della sua antica arte dolciaria, antica come le vecchie nonne tortoriciane, che con grande sacrificio e dedizione raccoglievano, sin da piccole, le materie prime del territorio trasformandole poi in piccole delizie per il palato. Questi gli ingredienti principali: passione vibrante per la pasticceria, grande amore per le tradizioni, tenacia senza eguali e un incommensurabile spirito creativo. A questi vanno aggiunti poi le nocciole, le mandorle, i pistacchi e il cioccolato e il gioco è fatto.

Abbiamo conosciuto Lidia, o dovremmo dire le sue creazioni, quasi per caso, durante una delle nostre degustazioni. In quell’occasione siamo rimasti meravigliati dai suoi cioccolatini, dei petits plaisirs per gli occhi e per lo spirito. Baciotti, Bacitti, Incontri, Carezze, Abbracci, Sospiri alcuni dei loro nomi. Poetici penserete, ma c’è di più, dietro l’incanto della poesia c’è la meraviglia per la scoperta. Scoprirete il gusto pieno ed autentico della nocciola, la sua croccantezza e la sua aromaticità vi sorprenderanno. Nessun artefatto, nessun inganno. Solo materie prime, selezionate accuratamente dalla Maestra e ben coccolate durante l’intero processo creativo.

Per questo Natale vi consigliamo di regalare/vi una scatola di queste delicatessen. Noi siamo rimasti piacevolmente colpiti dagli Abbracci, piccole sfere croccanti che nascondono nel loro godurioso ripieno nocciole sapientemente tostate ridotte in granella e presenti nel composto in varie pezzature così da render gentile il primo morso, che si fondono, come in un meraviglioso abbraccio, al cioccolato fondente e ad una polvere grossolana di Paste Reali, altro dolce di punta di questo laboratorio, composto essenzialmente da farina di nocciole e zucchero.

Se siete curiosi di conoscere Lidia e le sue creazioni, fate una visita al suo laboratorio, vi garantiamo un’esperienza che non dimenticherete facilmente. Se invece, preferite ricevere comodamente a casa vostra i suoi dolcetti scrivetele e riceverete tramite posta tutto ciò che desiderate.

L'interno della scatola
L’interno della confezione regalo con un campione di ogni delizia

Pasticceria Dolce Incontro di Lidia Calà Scarcione

Via Garibaldi 15-17 –  98078 – Tortorici, Messina

telefono: 0941/421206 – 331 7284435

http://www.pasticceriadolceincontro.com

pasticceriadolceincontro@gmail.com

 

Daniela Randazzo

Panettone artigianale? Leggete bene l’etichetta

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Quando un panettone si può effettivamente definire artigianale? Ogni anno a dicembre scorrono sotto i nostri occhi decine di panettoni ma quanti leggono attentamente le etichette degli ingredienti? Pochi, sempre troppo pochi. Eppure, il rigido disciplinare del “Panettone Tipico della Tradizione Artigiana Milanese” prevede che gli unici ingredienti ammessi nell’impasto siano: acqua, farina di frumento, zucchero, uova fresche, latte pastorizzato, burro, uvetta sultanina, scorze di arancia candite, cedro candito, lievito naturale e sale, con una cottura a 190 gradi per 50 minuti. 

Prendiamo a cuore il problema, perché vogliamo capire meglio. Per questo, riprendiamo un articolo pubblicato su Cronache di Gusto, e che rilanciamo, perché spesso capita nel caso dei panettoni che si utilizzino semilavorati industriali, ricchi di agenti lievitanti e additivi vari che accelerano i processi di produzione, a cui si aggiungono mono e digliceridi degli acidi grassi o grassi polinsaturi, aromi ed emulsionanti. E allora ci chiedamo perché mettere ingredienti  di dubbia provenienza quando il più semplice panettone richiede solo acqua, farina, zucchero, latte e burro?

Ottavio Guccione, scrupoloso mastro fornaio dell’Antico Forno San Michele, ha raccontato il suo modo di intendere un dolce espressione della filosofia milanese: «Ne ho appena sfornati una ventina. Non posso farne a centinaia perchè richiedono lunghi tempi di attesa: il primo impasto viene effettuato con il lievito madre mediante tre rinfreschi a sei ore di distanza l’uno dall’altro, mentre il secondo prevede l’impasto definitivo con aggiunta di burro, zucchero, uvetta e canditi, che riposerà per altre 48 ore».

Una ultima piccola nota. Può capitare che qualcuno assaggiando questi panettoni realmente artigianali non apprezzi il gusto e le caratteristiche, vedendo le proprie aspettative disattese. E’ d’obbligo in questo caso precisare che le papille gustative non hanno più memoria di determinati sapori, o non li hanno mai sperimentati, parlo di quelli della tradizione, sono oramai assuefatte ai gusti preconfezionati dall’industria alimentare. Tanto che il nostro palato è orientato su “categorie del buono” che spesso e purtroppo non contemplano affatto la qualità, la genuinità, l’identità di certi ingredienti e prodotti che sono invece specchio di una storia e di un territorio. 

La prossima volta che acquistate un panettone, leggete bene l’etichetta.

Regali Doc, a Santa Venerina per conoscere i Cremoncelli dei F.lli Russo/6

Sesto appuntamento con la rubrica ‘Regali Doc’, dieci idee regalo nel segno indistinguibile della Sicilia. Oggi vi portiamo a Santa Venerina, in provincia di Catania ed esattamente su una collina alle pendici dell’Etna, per conoscere la distilleria dei Fratelli Russo.

Un’antica tradizione, quella dei Russo che si tramanda dal 1870, con il solo obiettivo di trasmettere attraverso il rosolio, i liquori e i distillati le fragranze dell’isola.

Salvatore e Giuseppe Russo hanno portato in ogni bottiglia la tradizione siciliana seguendo passo dopo passo le ricette artigianali di un tempo. Da qui, è nato il rosolio al Pistacchio dell’Etna, ai petali di Rosa, al Mandorlo, alla Cannella, e ancora, al Cacao, al Ficodindia e all’Alloro, ed è grazie al procedimento “artigianale”, con cui è lavorata la frutta che i distillati mantengono intatte le loro proprietà digestive e aromatiche.

Noi, siamo rimasti piacevolmente colpiti dai Cremoncelli, deliziose creme che uniscono alla dolcezza della panna fresca, i frutti e gli aromi della Sicilia. Pochi ingredienti ma buoni e naturali.

Oltre i gusti classici, abbiamo avuto modo di degustare tre specialità della casa che ci hanno colpito per l’originalità della ricetta: il Whiskrema della Sicilia abbinato ad un cantuccino toscano, il Pistacchio di Bronte dal sapore forte e deciso abbinato alle paste di mandorla, perfetta unione tra due delizie siciliane. E infine, il Mandarino, in una delicata armonia di sensi con un sentore di note profumate che vi consigliamo di abbinare alla granita messinese.

Tre modi diversi di bere siciliano, ma che sintetizzano la filosofia dell’azienda basata sulla ricerca dell’eccellenza, delle origini e della tradizione.

Il nostro viaggio nel gusto termina qui, siamo sicuri di avervi fatto conoscere un’altra eccellenza dell’isola. Lasciamo Santa Venerina con un pizzico di rammarico, alle nostre spalle l’Etna comincia a fare i capricci, ma chi lavora qui ogni giorno è abituato a convivere con il vulcano.

Torneremo a scrivere di questo distillato, espressione del Born in Sicily, torneremo a scrivere dell’azienda e degli uomini che lavorano ogni giorno con impegno e passione per creare un liquore unico.

F.lli Russo – Distillerie dal 1870

Via Duccio Galimberti, 70

95010 S.Venerina – Catania

Tel: (+39) 095 953321

Fax: (+39) 095 953511

Email: russo@russo.it

Il Cuvée Extra Dry di Valdobbiadene, la ricetta magica di Andreola

Capita, a volte, di fare un incontro fugace con un bicchiere di bollicine e di rimanere affascinati dalle suggestioni che rilascia al palato.

Siamo tra i comuni di Conegliano e Valdobbiadene, in provincia di Treviso, per conoscere l’Azienda Agricola Andreola. La passione per la vite, la terra e il vino sono i tratti distintivi che marcano il volto di questa azienda, fondata nel 1984 da Nazareno Pola, e portata avanti oggi dal figlio Stefano. Oggi attraverso una serie di tecniche basate sull’innovazione tecnologica e la tradizione la famiglia Pola ha saputo comprendere a fondo il “carattere” della terra e ha saputo esaltare le doti di un terreno Docg.

Qui, tra colline appena accennate da un tratto di matita e lo sfondo delle Dolomiti a far da cornice, nasce una nuova filosofia di vini, basata su un microclima perfettamente equilibrato, caratterizzato da forti escursioni termiche e un’umidità costante che rende speciale questa uva, una pregiata selezioni di vitigni che dà vita a questa espressione sensoriale.

Perché fare vini? Noi che amiamo conoscere la storia che c’è dietro ogni bottiglia di vino, siamo rimasti affascinati dall’impegno profuso per coltivare i vitigni delle colline che abbracciano Col San Martino, da cui Andreola produce il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, e che rientrano per la ripidezza del pendio nella classificazione di viticoltura “eroica”.
Eroico, aggettivo dal carattere forte ma non a caso, perché come ci spiegano, non è facile lavorare questi vitigni di montagna dove il terreno argilloso raggiunge anche i 45 gradi di pendenza. Ancor’oggi qui, il lavoro manuale è necessario alla coltivazione di queste viti. Passione e impegno che anche abbiamo ritrovato in ogni bottiglia, secondo una filosofia che sintetizza la tipicità del territorio del Prosecco Superiore.

Alla degustazione abbiamo provato il Bollé, uno spumante cuvée Extra Dry, in cui si avvertono sentori floreali e note di frutta.

Vi consigliamo di abbinarlo alle deliziose pasta di mandorla della tradizione siciliana, un matrimonio perfetto ve lo garantiamo.

 

Azienda Agricola Andreola

Via Cal Longa, 52  – 31010 Farra di Soligo (TV)

tel. +39 0438 989379 fax +39 0438 898822

info@andreola.eu

http://www.andreola.eu

Nicola Fiasconaro racconta i 60 anni del panettone siciliano

Natale si avvicina e cosa c’è di meglio di un buon panettone artigianale? Forchetta e Coltello ha intervistato Nicola Fiasconaro, mastro pasticcere di Castelbuono, ed erede di una ricca tradizione dolciaria siciliana.

Regali Doc, le gelatine Terre Nere: un regalo gourmet nel cuore dell’Etna/5

Quinto appuntamento con la nostra rubrica Regali Doc, dieci idee regalo gourmet nel segno indistinguibile della Sicilia.

Tra sentieri e vicoli inizia il nostro viaggio tra le vie del gusto. Siamo a Viagrande, nel cuore del Parco dell’Etna lungo l’itinerario della Strada del Vino, per farvi conoscere Terre Nere. Un’azienda, nata dalla passione di due giovani ragazzi che per l’isola hanno ideato una linea di delicatessen capaci di racchiudere aromi e sapori della Sicilia.

Non ci sono frutti congelati, ma tutto è sapientemente scelto con cura, l’attenzione poi, è riposta in questi piccoli gioielli gastronomici nel rispetto delle tradizioni e dell’alternarsi delle stagioni. Lo zucchero, unico conservante naturale utilizzato, è sapientemente dosato per far sì che si sposi alla frutta senza sbilanciare quell’unione tra sapori e odori. Già al primo cucchiaino, un bouquet di fragranze incontra il palato in una festa di sapori, come piace a noi, inguaribili amanti del bello e buono gastronomico.

Tutti i prodotti, che abbiamo degustato, sono frutto di abbinamenti originali che pensiamo possano essere perfetti per un regalo dal sapore speciale, preparati in maniera assolutamente artigianale, utilizzando solo frutta proveniente da fornitori siciliani.

Nella prima degustazione abbiamo avuto il piacere di provare una pregiata selezione di confettura di ‘Pere coscia con Miele di Zagara e Marsala’. Il nome, evoca il profumo dei fiori primaverili e il vino dolce marsalese, da abbinare a formaggi stagionati, come il Parmigiano Reggiano di 90 mesi.

Nel nostro girovagare tra i sapori, abbiamo anche degustato le gelatine di vino, una chicca che ci è piaciuta per la consistenza e per i variegati abbinamenti proposti. Partendo dallo ‘Zibibbo e miele di Zagara’, perfetto connubio con tutti i formaggi freschi, oppure, con le ‘Gelée Nero d’Avola, miele Millefiori e Cannella’ da abbinare a un altro formaggio, il sicilianissimo Ragusano Dop.

Qualunque abbinamento preferiate, di sicuro il primo assaggio va fatto al naturale, con una fetta di pane fatto col lievito madre e un velo sottilissimo di confettura per saggiare odori e fragranze etnee.

La filosofia di Terre Nere è anche una sfida, come ci spiegano i proprietari: quella di racchiudere in un vasetto di vetro i mille colori e sapori di una zona straordinaria come l’Etna. E noi che l’abbiamo provata, pensiamo che la sfida sia stata vinta.

Il nostro viaggio termina qui, tra i colori vivaci del vulcano e la terra lavica dell’Etna, vi abbiamo fatto conoscere un’azienda giovane, un’altra eccellenza siciliana che ha cuore le sorti della propria terra e a questa ha dedicato dedizione e impegno imponendo rigidi controlli e un impegno continuo sotto il profilo ambientale.

 

TERRE NERE

Via G. Marconi 18/B  – 95029 – Viagrande (CT)

Tel.: +39 095 7890172 – Fax: +39 095 2264100

info@terrenere.it

www.terrenere.it

Arancina day, la grande abbuffata dei palermitani

Dopo la degustazione per eleggere la migliore arancina di Palermo.

 

Come hanno risposto i palermitani?

Qual è l’arancina più buona di Palermo? A voi la scelta

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Qual è l’arancina più buona di Palermo? Nel giorno di Santa Lucia, stiliamo il nostro personalissimo podio in base a rigidi parametri: panatura, cottura del riso e ripieno.

18 bar sotto la lente di ingrandimento, 18 arancine ‘al burro’, 18 modi diversi di intendere uno dei capisaldi dello street food palermitano.

Con Cronache di Gusto, qualche giorno fa, abbiamo partecipato alla degustazione per eleggere la migliore arancina della città. Clicca per la classifica definitiva

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Noi abbiamo eletto tre bar che ci hanno particolarmente colpito:

 

Bar Bristol. Via Emerico Amari, 28
L’arancina si presenta con una buona panatura, con una crosta croccante e una bella doratura ambrata. Buono il ripieno di mozzarella con abbondante prosciutto. Prezzo: 1,70 euro

 

Oscar. Via Mariano Migliaccio, 39
Bar di riferimento per i palermitani, conosciuto ai più, come punto di riferimento per la pasticceria, da un po’ si è ritagliato uno spazio nel settore gastronomico. Quella degustata si presenta con una panatura di colore dorato scuro. Consistente e croccante la crosta e con una perfetta cottura del riso.Prezzo: 1,70 euro

 

Recupero. Via Malaspina, 96
Quella assaggiata ha una panatura brunita. Riso ben cotto con i chicchi separati. Mozzarella preponderante nel ripieno e un retrogusto molto intenso. Prezzo: 1,60 euro

E voi che ne pensate? Siete d’accordo? Avete una vostra preferenza? Scriveteci su Facebook e Twitter usando gli hashtag #arancinapalermo #tastearancina o commentando nell’area qui sotto.

Caltagirone, la cantina diventa luogo gourmet. Judeka inaugura un nuovo modo di fare vino

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Una storia diversa da tante altre, la storia di un gruppo di giovani imprenditori, tutti under 40, che ha deciso di investire in Italia mettendo insieme le proprie forze e le competenze necessarie per fare vino nel cuore della Docg Cerasuolo di Vittoria. Siamo a Caltagirone, in provincia di Catania, per conoscere la nuova cantina Judeka.

La squadra, capitanata dalla giovane produttrice Valentina Nicodemo, corona il sogno, dopo anni di duro lavoro, e inaugura la propria cantina a impatto zero. La filosofia segue le 5 E. E come, Ecosostenibilità: unica strada per lasciare una terra sana e un futuro ai figli. Equilibrio: difficile da ottenere tanto nei vini quanto nella vita. Economicità: l’efficienza si traduce in rapporto qualità-prezzo. Energia: rigorosamente pulita, solare e termica, ma proprio tutto a risparmio energetico, nel segno di un futuro ecosostenibile. Ed infine, E come Eleganza: il carattere mediterraneo espresso nella forma più gentile, un filo conduttore con il gusto.

Fare vino per la new generation significa anche mettere in rete tutto il territorio. Da qui l’idea di proporre la cantina come un laboratorio per valorizzare le risorse della Sicilia. Nasce così, la collaborazione con gli chef stellati, Francesco Patti e Domenico Colonnetta del ristorante Coria di Caltagirone, per lanciare un banqueting, dal titolo assolutamente accattivante Squiseating, sinonimo di qualità, eleganza e raffinatezza, nel segno della tradizione culinaria siciliana.

La cantina cambia veste, non solo un luogo dove fare vino ma un laboratorio gourmet. E noi di Forchetta e Coltello, presenti all’evento, vi racconteremo di questa piccola eccellenza siciliana che da oggi prende vita. Perché i vini Judeka, prima di essere ottimi vini, sono liberi da concimi chimici, liberi dagli erbicidi e liberi dai solfiti in eccesso.

Le più buone arancine di Palermo, il video della degustazione

Mancano solo due giorni a Santa Lucia, il 13 dicembre è il giorno dell’anno più atteso per tanti palermitani. Bar, friggitorie, ristoranti e panifici del capoluogo non servono altro cibo, se non le classiche arancine, simbolo dello street food palermitano. Per un giorno, dalle tavole vengono banditi cereali, pane e pasta, è il giorno dell’arancina, è il giorno di Santa Lucia.

Il video della nostra degustazione